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| (immagine dal web) |
DYA Swiss Institute SA ha pubblicato un caso clinico all’interno di una raccolta internazionale dedicata ad atogepant, edita da Thieme e promossa da AbbVie. Il contributo scientifico, firmato dalla Dr.ssa Caterina Podella, FMH Neurologia – Headache Center, descrive la gestione di una paziente affetta da emicrania cronica refrattaria, con una significativa compromissione della qualità di vita e senza risposta a precedenti trattamenti farmacologici e multimodali.
Risultati clinici e prospettive terapeutiche
Nel caso analizzato, l’introduzione di atogepant, antagonista del recettore CGRP, ha portato a una riduzione clinicamente rilevante della frequenza degli attacchi emicranici, accompagnata da un miglioramento significativo della qualità di vita, del sonno e dello stato psicologico, senza eventi avversi di rilievo. I risultati si inseriscono nel quadro delle più recenti evidenze sulle terapie mirate al CGRP, oggi considerate un riferimento nella gestione delle forme di emicrania cronica refrattaria, anche nei pazienti più complessi.
“La pubblicazione di questo caso clinico rappresenta un riconoscimento del lavoro clinico e dell’approccio personalizzato adottato presso il nostro Istituto”, dichiara la Dr.ssa Caterina Podella Turano. “L’obiettivo è offrire ai pazienti soluzioni terapeutiche sempre più efficaci e basate su evidenze scientifiche solide.” La presenza del DYA Swiss Institute in questa raccolta internazionale conferma il ruolo del centro come punto di riferimento nella diagnosi e nel trattamento delle cefalee, grazie a un approccio integrato che unisce innovazione terapeutica, rigore scientifico e attenzione alla qualità di vita del paziente.
Ecco la traduzione in italiano del caso clinico che potere leggere in originale tedesco: qui.
C a s i s t i c a - Edizioni T h i e m e
Caso 5: Paziente con emicrania cronica refrattaria e risposta clinicamente significativa ad Atogepant
RIASSUNTO
Il presente caso descrive una paziente affetta da emicrania cronica e stati ansioso-depressivi. Le strategie terapeutiche multimodali precedentemente adottate non avevano mostrato effetti soddisfacenti. I tentativi di trattamento comprendevano farmaci come pregabalin, amitriptilina, almotriptan, benzodiazepine, tossina botulinica e procedure naturopatiche. A causa dell'insufficiente efficacia delle terapie classiche aspecifiche, è stata proposta e avviata un'innovativa profilassi dell'emicrania con Atogepant. Dopo l'inizio del trattamento, la paziente ha mostrato una netta riduzione della frequenza delle cefalee e un miglioramento della qualità della vita, senza manifestare effetti collaterali degni di nota. La terapia ha inoltre portato a una riduzione della terapia acuta precedentemente prescritta e a una maggiore attività fisica, con risvolti positivi su umore e sonno.
Con lo sviluppo delle terapie mirate al CGRP, dal 2018 sono disponibili per la prima volta farmaci per la profilassi specifica dell'emicrania (7). Atogepant rappresenta l'innovazione più recente in questo portfolio [15]. Studi non clinici di legame recettoriale e studi funzionali in vitro indicano, riguardo agli effetti farmacologici di Atogepant, il coinvolgimento di più di un tipo di recettore. Di conseguenza, sembra probabile un'affinità di Atogepant per diversi recettori della famiglia dei recettori calcitonina/CGRP [30]. Anche in situazioni terapeutiche complesse con stati ansioso-depressivi, età avanzata e precedenti terapie infruttuose, è possibile ottenere una buona efficacia e sicurezza con i nuovi profilattici specifici per l'emicrania [23, 29].
Anamnesi e terapie precedenti
La paziente, di età superiore ai 60 anni, si è presentata con cefalee croniche accompagnate da limitazioni funzionali da moderate a gravi nella vita quotidiana. Le sue condizioni erano ulteriormente peggiorate dopo una discectomia cervicale. Il mal di testa era localizzato in sede occipitale, temporale e periorbitale, con l'aggiunta di dolore cervicale. Sintomi associati come nausea, fotofobia e fonofobia erano frequenti. La causa dei disturbi era un'emicrania cronica senza aura associata a dolore neuropatico cervicale post-operatorio e a una sindrome ansioso-depressiva secondaria. L'emicrania cronica era refrattaria ai trattamenti standard aspecifici e risultava in una significativa compromissione della qualità della vita.
Le strategie farmacologiche precedentemente tentate comprendevano:
- Pregabalin (75 mg, 2 volte al giorno)
- Amitriptilina (Saroten® 10 mg)
- Almotriptan (Almogran®, al bisogno)
- Benzodiazepine (Alprazolam®, al bisogno)
- Tossina botulinica (4 cicli, protocollo PREEMPT)
- Metodi naturali e integratori alimentari (magnesio, riboflavina, vitamina D)
Nonostante l'applicazione di un approccio multimodale, non è stato possibile controllare adeguatamente l'emicrania della paziente. I precedenti tentativi terapeutici avevano portato solo a un sollievo parziale e temporaneo o erano stati mal tollerati. Pertanto, in accordo con la paziente, si è deciso di perseguire un approccio innovativo e di iniziare la profilassi con un antagonista del recettore CGRP, approvato dalla cassa malati.
Il trattamento con Atogepant è iniziato direttamente con la dose target di 60 mg una volta al giorno, assunta ogni mattina alla stessa ora. La durata del trattamento è stata inizialmente fissata a 3 mesi e successivamente prolungata. Durante una visita dopo 4 settimane, è stata riscontrata una riduzione della frequenza delle cefalee da oltre 8 attacchi al mese a 3-4 attacchi al mese. Dopo 8 settimane di terapia, la paziente ha riferito un netto miglioramento della qualità della vita e lamentava solo lievi limitazioni funzionali. Dal terzo mese, la frequenza degli attacchi si è attestata su 2-3 attacchi al mese. Gli attacchi di emicrania residui erano di intensità più lieve e potevano essere gestiti con un uso comparativamente inferiore di farmaci sintomatici. Durante il trattamento con Atogepant non sono stati segnalati eventi avversi significativi.
Durante la terapia è stato possibile sospendere il pregabalin, mantenendo solo una bassa dose di amitriptilina, consentendo alla paziente di riprendere le attività quotidiane grazie alla riduzione del dolore e al miglioramento del sonno. Il caso evidenzia come l'Atogepant rappresenti un'opzione efficace e sicura per pazienti anziani complessi, migliorando la qualità della vita e riducendo il carico farmacologico.

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